IL TORCHIO – LECCO

DESCRIPTION

L’edificio a forma di torre deve anticamente il suo nome al vecchio torchio in legno di proprietà della chiesa, che già all’inizio del 1600 veniva conservato all’interno dei suoi  locali voltati a piano terra, dove veniva condotta e pigiata l’uva di tutta la piccola contrada; e già qui Federico Borromeo durante una sua visita, ammoniva i contadini ricordando loro  di pagare la decima.

Poco è cambiato da quel tempo: le vecchie e spesse mura sono state soltanto sfiorate dall’intervento di restauro, che ha  interessato anche un altro antico edificio attiguo prosperante anch’esso sulla piccola piazzetta. Il lavoro si è trasformato in un restauro conservativo e si è concentrato al mantenimento di tutte le caratteristiche storico-architettoniche presenti nell’immobile. Anche le volumetrie interne sono state mantenute in modo da creare un soggiorno a doppia altezza sul quale è stato creato un soppalco con annesso una piccola toilette, mentre le camere sono state create al piano terreno valorizzando in quella matrimoniale la vecchia volta a botte.

Come pavimento è stato scelto una doga media in rovere posata a correre su tutte le superfici accostata al bianco delle pareti e del tetto.  Lo studio, accolto nei locali dell’edificio annesso (datato al XIII secolo), ricalca un po’ la stessa filosofia progettuale: il semplice scrostamento dei vecchi intonaci e la demolizione dei controsoffitti, ha permesso di riportate alla luce la vecchia trama delle pareti in sasso e delle antiche travi lignee che, accostati ad un vecchio cotto Lombardo, creano la classica atmosfera presente nelle vecchie cascine lombarde pedemontane. Anche in questo caso, l’utilizzo di ampie superfici vetrate ha cercato di rendere più contemporaneo l’intero progetto, così come la ghiaia utilizzata come pavimentazione nei bagni che, continuando fuori all’interno del piccolo cortile creatosi tra le due abitazioni, crea un Hortus conclusus contemporaneo utilizzato come doccia all’aperto.

ENG

The tower-shaped building owes its name in ancient times to the old wooden press owned by the church, which already at the beginning of 1600 was kept inside its rooms on the ground floor, where the grapes of the whole small district were taken and pressed; and already here Federico Borromeo, during one of his visits, admonished the farmers reminding them to pay tithing.

Little has changed since that time: the old, thick walls have only been touched by the restoration work, which also involved another adjacent ancient building also prospering on the small square. The work has been transformed into a conservative restoration and has concentrated on maintaining all the historical and architectural features of the building. Also the internal volumes have been maintained in order to create a double height living room on which a loft with a small toilet has been created, while the rooms have been created on the ground floor enhancing the old barrel vault in the double one.

As floor was chosen a medium oak stave laid to run on all surfaces combined with the white walls and roof.  The study, housed in the rooms of the annexe building (dating back to the 13th century), follows the same design philosophy: the simple peeling of the old plaster and the demolition of the false ceilings has brought to light the old weave of the stone walls and the old wooden beams that, combined with an old Lombard terracotta tiles, create the classic atmosphere present in the old Lombard farmsteads in the foothills. Also in this case, the use of large glass surfaces has tried to make the whole project more contemporary, as well as the gravel used as flooring in the bathrooms which, continuing outside inside the small courtyard created between the two houses, creates a contemporary Hortus conclusus used as an outdoor shower.

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